Vai al contenuto

Come un fulmine sei…City Hunter

Ryo e Kaori, disegnati da Erminia A. Giordano

 

E’ intrepido, affronta ogni avversità, è un duro ma…è dolce come il miele con le donne e poi, e poi le fa arrossire, perché lui è l’eroe della città… per caso lo avete letto cantando? Se siete fan di “City Hunter” non avrete potuto farne a meno. Quelli precedenti sono, naturalmente, i passi della sigla dell’anime, uno dei più amati mai trasmessi in Italia. Beh in quegli anni, l’animazione giapponese spopolava fino ai canali televisivi più remoti in cui, se eri abbastanza fortunato, potevi imbatterti in veri e propri appuntamenti fissi con Sampei, L’uomo-tigre, Lupin III, Ranma e infine proprio in…City Hunter. Ma prima di un’anime di successo, City Hunter è stato un manga, un’opera ancor più profonda della sua trasposizione televisiva.

City Hunter fu scritto e disegnato da Tsukasa Hōjō, un mangaka dallo straordinario talento artistico, capace di tratteggiare i propri personaggi con una vivezza realistica e una cura minuziosa del dettaglio estetico. I personaggi, ritratti splendidamente in tavole simili a quadri per la bellezza del disegno, sono il fulcro del lavoro del mangaka, il quale narra la storia attraverso il loro relazionarsi. L’introspezione è infatti preminente nel metodo narrativo di Tsukasa, che antepone la caratterizzazione dei personaggi alle vicende in cui agiscono. “City Hunter” è pertanto un manga “umano” che pone i personaggi al centro della scena, e le loro avventure non divengono altro che la punta di un iceberg…

“City Hunter” racconta la storia di Ryo Saeba e Kaori Makimura, che insieme formano “City Hunter”, un’organizzazione privata in cui i due possono essere contattati come guardie del corpo e, all’occorrenza, investigatori privati. Quasi tutti i numeri del manga sono autoconclusivi, e Ryo e Kaori si trovano, di volta in volta, a dover risolvere un singolo caso. Tale scenario investigativo, in verità, è soltanto la superficie della lettura, poiché dietro il riflesso del “caso” verrà alla luce il passato dei personaggi e le vere motivazioni che muovono il loro agire. Il cuore pulsante della storia è da ricercarsi nel passato di Ryo, che lentamente riemerge.

Ryo, il protagonista indiscusso del manga, è un cecchino infallibile e adopera sempre la sua arma classica, ovvero la Colt Python 357 Magnum. Ryo è altresì esperto nel combattimento corpo a corpo, ha dei riflessi fulminei e un udito estremamente sviluppato: riesce, infatti, a sentire il suono di un'arma anche a grandi distanze, ed è in grado di percepire immediatamente un imminente pericolo. Ryo è l'unico in grado di realizzare il leggendario "One Hole Shoot" che permette di colpire il medesimo punto con più proiettili.

Saeba guida sempre una Mini-Cooper rossa e, a volte, una Panda color smeraldo, la macchina della collega Kaori. Ryo può essere contattato solo scrivendo sulla lavagna della stazione di Shinjuku le lettere XYZ: le ultime tre dell'alfabeto, che rappresentano l'estrema risorsa per risolvere i propri problemi; tale ultima risorsa è Ryo Saeba.

  • La storia di “City Hunter”

Il passato del protagonista è avvolto nell’imperscrutato, egli stesso non conosce le sue origini e nemmeno la sua vera età. Sa solo che, da bambino, è sopravvissuto a un incidente aereo nell'America Centrale in cui trovarono la morte i suoi genitori; qui è cresciuto come un implacabile guerrigliero. Ryo venne allevato da Shin Kaibara, l'uomo che considera come un padre. Fu proprio Kaibara a dare a Ryo il nome Saeba. Kaibara fu tra i principali artefici della diffusione di un nuovo tipo di droga, capace di rendere gli uomini imbattibili: la Polvere degli Angeli. Egli testò questa potentissima droga proprio sul suo pupillo, Ryo, e gli effetti furono devastanti. Kaibara fondò in seguito un'associazione criminale spietata, la Union Teope, responsabile della morte di Hideyuki, il migliore amico di Ryo.

Solo in età adulta Ryo si trasferì negli Stati Uniti, intraprendendo la sua professione attuale di investigatore privato e guardia del corpo, andando a vivere nel quartiere di Shinjuku, in Giappone, uno dei quartieri più pericolosi di Tokyo.

Ryo ha un fisico statuario, capelli neri e occhi del medesimo colore. Sebbene il suo aspetto fisico indichi che sia un uomo attraente, Saeba ha, per così dire, “poco successo” con le donne, per via dei suoi modi di fare da “maniaco”. Ryo non riesce proprio a contenersi quando si trova davanti a una bella donna, cominciando a riempirla di complimenti e a provarci spudoratamente, fino a far infuriare la collega Kaori. Saeba, letteralmente, impazzisce alla sola vista di un paio di mutandine o di un reggiseno, e alle volte viene colto in flagrante da Kaori mentre sbircia la sua biancheria. Questo lato piuttosto bizzarro del carattere di Ryo venne sfruttato dall’autore Tsukasa Hōjō per creare gag divertentissime che diverranno dei veri tormentoni per i lettori. Tali scenette comiche serviranno a stemperare la tensione dei casi più cupi e oscuri o dei momenti più drammatici per rendere maggiormente scorrevole la lettura. Il più grande tormentone del manga (e anche dell’anime) sarà proprio legato alle perversioni di Ryo, che tentando di “molestare” le donne che segue nei suoi casi, finirà per subire ironicamente le ire giustiziere di Kaori, che lo colpirà sempre con un gigantesco martello.

La gag del martello è uno degli emblemi della serie e rispetta sempre un modus operandi che diverrà conosciutissimo: Kaori appare d’improvviso, quando oramai Ryo non può più far nulla per sfuggirli, e con fare intimidatorio materializza dal nulla un martello dalle esageratissime dimensioni (da 100 a 250 tonnellate) che scarica senza pietà sul corpo del povero Ryo. Alle volte, Kaori lo colpisce anche con materiali di svariata provenienza, che non fanno altro che accentuare il lato comico della situazione. Come non citare quando Kaori avvolse Ryo nel futon, lasciandolo appeso fuori dalla finestra per tutta la notte? Ryo, dal canto suo, sembra accettare sommessamente le punizioni di Kaori, forse perché sotto sotto sa di meritarselo

Ryo, possiede l’abilità di smorzare qualunque situazione gli si prospetti davanti, anche la più pericolosa, fermandosi di colpo per tentare di sedurre una delle innumerevoli donne che finisce per aiutare, ma quando emerge la sua vera natura, Ryo si mostra realmente come una persona molto sensibile, e al tempo stesso affascinate. Ryo è altresì sofferente quando ripensa al proprio passato a al dovere di “giustiziere” che grava sul suo destino; un dovere a cui non può in alcun modo sottrarsi. In Ryo quindi si incontrano due aspetti radicalmente diversi, che approfondiscono la sua misteriosa personalità: un’apparente superficialità che lo porta a desiderare solo donne prosperose e bellissime, e una sensibilità che nasconde. Ed è quest'ultima la vera essenza del suo essere, che verrà scoperta soltanto da Kaori.

“Una donna è in grado di innamorarsi per tutta la vita, io posso solo innamorarmi di tanto in tanto".  (Ryo saeba)

Kaori Makimura disegnata da Erminia A. Giordano

 

  •  Ryo e Kaori

Il rapporto fra Ryo e Kaori è ricco di sfaccettature ed è il cuore della storia: dalla semplice collaborazione si trasformerà in un sentimento corrisposto di amore. Dal punto di vista di Kaori lo intuiremo ben presto, dalla parte di Ryo potremmo soltanto capirlo da qualche breve esternazione o un flebile gesto che farà nel corso della storia. Ryo è sempre pronto a rischiare la vita per proteggere Kaori, ma non sarà mai intenzionato a dichiararle i suoi sentimenti perché sa che la metterebbe in pericolo. Kaori è a tutti gli effetti l’unico punto debole di Ryo Saeba. Ryo sa che un giorno dovrà prendere una fatidica decisione: allontanare Kaori da sé, per sottrarla da una realtà fatta di pericoli e compromessi, oppure tenerla con sé, forse egoisticamente. Ryo tenta in tutti i modi di preservare la purezza caratteriale ed emotiva di Kaori, e infatti la pistola della giovane, appartenuta precedentemente al fratello scomparso, è stata manomessa da Ryo in modo che quando la utilizza, non corre il rischio di “macchiare” la propria anima.

Kaori diventa l'assistente di Ryo dopo la morte di suo fratello Hideyuki. Kaori era la sorella adottiva di Hideyuki, poiché la ragazza era figlia di un malavitoso ucciso durante un inseguimento e venne adottata dalla famiglia di Hideyuki quando era ancora era molto piccola. Maki, l’affettuoso soprannome che Kaori aveva dato al fratello, era molto legato a lei e affidò in punto di morte a Ryo il compito di vegliare su Kaori. Nell’anime, Hideyuki è noto come Jeff.

Kaori nel manga è una ragazza sensibile e altruista, oltre che bellissima, nonostante cerchi sempre di nascondere la sue forme femminili con abiti che non fanno altro che svilirla.

  • Personaggi ricorrenti

Un personaggio ricorrente della serie è Umibozu, noto anche come Falcon, il cui vero nome è Hayato Ijuin. E’ un uomo nerboruto e gigantesco. Tra Ryo e Falcon è sempre esistita un’accesa rivalità, sin dai tempi della guerra, in cui combattevano su due fronti opposti. Non viene mai chiarito chi sia realmente il più forte tra i due. Nonostante il suo atteggiamento rude, Umibozu è, in realtà, una persona di animo nobile, e per contrapporsi al protagonista, è molto timido e arrossisce sempre in presenza di Miki, la donna che lo attrae e che in seguito diverrà sua moglie. Falcon lavora con Miki al “Cat’s eyeun bar appartenuto a tre sorelle che si sono trasferite da Tokyo. Si tratta di un evidente riferimento al mangaOcchi di gattoscritto e disegnato dallo stesso mangaka. Umibozu inizialmente soffre di una lieve forma di cecità, causatagli da un antico combattimento avuto con Ryo durante il periodo della guerra, e nel corso della storia diventerà cieco.

Un personaggio femminile ricorrente è la poliziotta Saeko, una seducente e bellissima donna che sfrutta il proprio fascino per assoggettare Ryo, promettendogli favori sessuali in cambio di missioni gratis al suo servizio. Saeko vanta una mira millimetrica nel lancio dei coltelli, che tiene nascosti nell'interno coscia. Nonostante rifiuti sempre Ryo, ella è in verità innamorata di lui come in passato lo è stata di Hideyuki.

Personaggio secondario ma dal grande spessore è il killer Mick Angel, antico compagno di Ryo con cui fondò per la prima volta City Hunter. Mick è un killer spietato, e ha un codice d’onore piuttosto peculiare: se deve eliminare un uomo, prima di ucciderlo, seduce la sua donna e la fa innamorare di lui, in modo che lei non debba soffrire troppo per la perdita del precedente partner. Mick Angel tenterà di uccidere anche Ryo, cercando di sedurre persino Kaori ma con scarsi risultati. Ciò che in verità accadrà sarà l’esatto contrario: lui si innamorerà di lei. Mick Angel perderà completamente la sua abilità nell’uso delle armi dopo un ultimo, disperato utilizzo della Polvere degli angeli.

Tra gli innumerevoli avversari di Ryo merita una menzione la terribile BloodyMary. Mary sarà la sola a confessare a Kaori ciò che Ryo nasconde da sempre: un’origine che neppure lui può raccontare. Quando Kaori scoprirà che Ryo non conosce la sua vera data di nascita, sarà lei stessa a scegliere il 26 Marzo, data del loro primo incontro.

Nel corso del manga vsi susseguono episodi stupendi e veramente profondi come “Confessione in cielo”, “Un compleanno triste”, "Cenerentola in città”, “Un legame profondo”, “Una cicatrice dal Passato” “Due strani tipi”, “Una foto tanti ricordi” e molti altri; è impossibile citarli tutti.

Kaori disegnata da Erminia A. Giordano

 

  • Adattamento anime

L’adattamento italiano dell’anime di “City Hunter” ha una particolarità: nelle prime stagioni, infatti, vennero cambiati i nomi originali. Kaori divenne la rinomata Kreta Mancinelli e Ryo divenne semplicemente Hunter. Nelle stagioni successive vennero apportate ulteriori modifiche, restituendo i nomi originali ai personaggi. Nonostante la traduzione sia stata inizialmente infelice, il doppiaggio dell’anime, fu sempre impeccabile. Le voci di Ryo e Kaori, rispettivamente Guido Cavalleri e Roberta Laurenti, oggi nota come Jasmine, furono meravigliose e perfettamente amalgamate ai personaggi.

L’anime di “City Hunter” traspone gran parte dei tratti erotici e sensuali presenti nel manga. L’attenzione smodata di Ryo per le belle donne è resa fino all’eccesso nella trasposizione televisiva, ciò non ha fatto altro che aumentare il carattere ironico della serie. Nell’anime però, per rivolgersi a un pubblico più ampio, i toni più oscuri e profondi del manga vennero ridotti. Ryo raramente indugia in riflessioni personali, non ripercorrendo il proprio straziante passato.

Fiore all’occhiello dell’anime, oltre a un’indubbia qualità del disegno e a una trama sempre all’altezza, è la colonna sonora. Temi intensi e suggestivi sono stati concepiti per l’adattamento televisivo del manga, e tra questi meritano una citazione: “Angel Night”, “Foot Steps”, “Without you” e “Mr private eye”.

Gli episodi di City Hunter vengono spesso conclusi con la melodia introduttiva del brano “Get Wild”.

Kaori disegnata da Erminia A. Giordano

 

  • La fine di City Hunter

L’atto conclusivo del manga è il momento più commuovente, che vede Ryo e Kaori scegliere di restare “City hunter” per sempre. Finalmente si compie la decisione di Ryo. Egli, non potendo in alcun modo privarsi di Kaori, si “spoglia” di quella paura che lo stava consumando, il timore di poterla perdere, e decide di vegliare su di lei seguitando a restare al suo fianco.

Un tempo Ryo disse: "ci sono due cose che un uomo deve fare nella vita: restituire agli amici i favori resi e… amare la propria donna". Nel finale Ryo, innamorandosi perdutamente di Kaori, adempie a questa sua affermazione.

Articolo e disegni a cura di Erminia A. Giordano

Redazione: CineHunters

Vi potrebbero interessare:

1 thought on “Come un fulmine sei…City Hunter

  1. Pingback: “City Hunter”: in arrivo un film francese in live action – CineHunters

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: