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Recensione: “Il vecchio e il mare” 1958

Il vecchio e il mare è un film del 1958, prodotto dalla Warner Bros.

Ottantasei minuti di avventura, con scene di vera drammatica suspense, per l’attenta regia di John Sturges e la sapiente sceneggiatura di Peter Viertel.

"Il Vecchio e il mare" è un lungometraggio tratto da un famoso romanzo, scritto da un grande autore: Ernest Hemingway. La sua prosa scarna, succosa, robusta, influì sulla narrativa americana e, di riflesso, anche su quella europea.

Il film narra la lotta tra un vecchio pescatore, interpretato magistralmente da Spencer Tracy, e i giganti del mare. E’ una narrazione incisiva, seguita da una descrizione netta, plastica della figura di questo vecchio bruciato dal sole e perseguitato dalla cattiva sorte; sembrava davvero che la dea bendata gli avesse definitivamente voltato le spalle. Da ottantaquattro giorni non prende un pesce e, ironia del momento, gli hanno, per giunta, allontanato il suo compagno di pesca, un ragazzino che aveva di lui una grande, commovente ammirazione. Quel vecchio, solo sul mare sconfinato, sembra incarnare l’ideale eroico dell’umanità in lotta contro le forze della natura e le belve fameliche. Una sorta di confronto fra l’essere umano e l’ordine sapiente delle cose. La luna influenza il mare come influenza le donne, pensa il vecchio pescatore, che da sempre considera il mare al femminile, proprio come fosse una donna.

E’ una figura indimenticabile che si staglia sullo sfondo del cielo e del mare in tutta la sua eminente bellezza. Tutto intorno al vecchio era calmo e tranquillo, di una calma quasi angosciante, quand’ecco che una delle lenze calate in acqua comincia a muoversi: qualcosa aveva abboccato all’amo. Il vecchio Santiago, questo era il suo nome, pensò in quel momento che la sfortuna si fosse un attimino distratta o che forse qualcosa per lui stava cambiando. E, infatti, una delle canne si mosse davvero, mentre la lenza cominciò a scorrere, e il vecchio fu ben felice di farla andare, sapendo che prima o poi l’avrebbe recuperata e con essa anche la sua preda. Ma quello che aveva abboccato non era un pesce qualunque, era invece un gigante del mare. Santiago ha un’ammirazione sconfinata per quel pesce superbo che lotta disperatamente nella speranza di potersi liberare dall’amo che lo tiene prigioniero. Egli lo sente suo pari, un suo “fratello” perché duella in modo nobile e con tenacia sino a che non sopraggiungerà la fine a smorzare il suo vigore battagliero. E’ una lotta aspra, indimenticabile. Il vecchio, con le mani piene di ferite sanguinanti, lotta per tre giorni e tre notti contro il sonno e la fatica, in balia del suo regale avversario, che lo vorrebbe trascinare giù, nelle profondità del mare, dove esso disperatamente si dibatte per liberarsi da quell’uncino acuminato conficcato nelle sue carni.

E’ stata una lotta titanica. Il vecchio è stremato per lo sforzo, ma orgoglioso del successo: il mare tutto intorno è rosso del sangue che “sgorga dal cuore” del suo sontuoso avversario, trafitto dalla fiocina. L’uomo, piccolo essere di fronte al gigante, riesce a vincere, non solo per la sua intelligenza, ma anche per la sua destrezza di vecchio lupo di mare. Ma la gioia della vittoria gli inasprisce il cuore. E’ evidente nel film una ricca presenza di cenni filosofici e morali. Gli squali, feroci predatori del mare, salendo famelici dagli abissi, addentano avidamente il pesce legato al fianco della barca, allontanandosi solo dopo averlo minuziosamente spolpato. E il vecchio se ne ritorna in porto con quell’enorme scheletro, trofeo vittorioso ma triste, della sua lotta immane.

Uno spencer Tracy superlativo per tutta la pellicola ci regala un’interpretazione straordinaria: la sua espressione sofferente e il suo fisico sfinito trasmettono allo spettatore tutte le emozioni del suo personaggio.

"Il vecchio e il mare" è da ritenersi di certo un’operazione cinematografica ben riuscita. Prova ne è l’attribuzione del Premio Oscar nel 1959 a Dimitri Tiomkin per la miglior colonna sonora e la nomination a James Wong Howe per la fotografia. Nello stesso anno Spencer Tracy ottiene una Nomination al Golden Globe e all'Oscar come miglior attore in un film drammatico. Già l’anno prima (1958) "Il Vecchio e il mare" aveva ottenuto al National Board of Review Award il premio come Miglior film,  mentre a Spencer Tracy veniva assegnato il premio come Miglior attore protagonista.

Voto: 7

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CineHunters

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