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Recensione e analisi: “CLEOPATRA”

L’esistenza della regina d’Egitto che sfidò Roma, e con il suo fascino fece innamorare molti dei suoi uomini più illustri, sembra fatta di proposito per essere rappresentata sul grande schermo. Di sicuro ci sono tutti gli elementi per ricavarne un avvincente film, dal momento che amore, guerre, tradimenti, intrighi e morte non mancano nella vita della donna che succedette sul trono della terra bagnata dal Nilo. Sin dal lontano 1917, anno in cui la diva del cinema muto Theda Bara fece scandalo per quei tempi indossando sulla scena degli abiti succinti, fino al 1999, quando è stato prodotto il più recente film, molto probabilmente il personaggio di Cleopatra appare in un centinaio di pellicole.

Le riprese per la Cleopatra del 1963 durarono più di un anno e fu spesa una grossa somma di denaro, una cifra mai spesa prima per un film. Malgrado tutto il clamore che suscitò la vicenda della protagonista Elizabeth Taylor, oltre che per ragioni di salute anche per il tormentato amore  con Richard Burton nei panni di Marcantonio, la grande campagna pubblicitaria, le imponenti  scenografie, il coinvolgimento di un cast di attori di primo piano, un regista all’altezza del compito, e i quattro Oscar ottenuti, il film non si sottrasse dal riportare un insuccesso, e fu così che il 1963, anno dell’uscita nelle sale del Colossal, decretò la fine del cinema hollywoodiano.

Nonostante questo, il film è diventato un cult per gli appassionati di cinema, ed è stato riproposto prima in videocassetta e poi in DVD. Il film in origine durava più di quattro ore, ma poi fu ridimensionato per durare 178 minuti.

La pellicola segue fedelmente la storia, e delinea con parecchie ellissi temporali gli avvenimenti successi tra il 48 a.C., anno in cui Giulio Cesare sconfisse Pompeo a Farsalo e fu dotato di pieni poteri, e il 31 a.C., anno della battaglia di Azio, che segna il sopravvento di Ottaviano, successo a Cesare, su Marco Antonio e Cleopatra sua alleata. La pellicola si divide in due sezioni. Nella prima Cesare, dopo aver tolto dal trono Tolomeo, mette al suo posto la sorella di lui, Cleopatra, e ne diventa l’amante. Da questa relazione nascerà un figlio a cui verrà dato il nome di Cesarione. Cesare cadrà, come tutti sappiamo, vittima di una congiura nel 44 a.C., e Cicerone pronunzierà per la luttuosa circostanza la famosa frase: “L’albero è stato abbattuto ma non sradicato!” La seconda sezione del film tratta l’amore tra Antonio e Cleopatra, cominciata nel 37 a.C. e conclusasi nel 31 a.C. in maniera tragica.

Il regista Joseph Leo Mankiewicz avrebbe desiderato narrare nella prima parte le vicende sotto l’aspetto psicologico, alla luce del grande dramma politico e sociale del tormentato passaggio dalla Repubblica all’Impero, e nella seconda la tragedia del conflitto che divide Antonio tra il dovere e l’amore, e della passione che travolgerà i due protagonisti sino alla fine della loro esistenza. In sostanza le imponenti sequenze delle battaglie, dei festeggiamenti e delle trionfali entrate occupano buona parte del film. La ricostruzione di Roma e di Alessandria è di per sé grandiosa, così come lo è l’entrata trionfale della regina d’Egitto su un’enorme Sfinge.

La figura di Cleopatra si dimostra risoluta, cosciente del proprio fascino e delle proprie armi seduttive, che di sicuro hanno avuto un ruolo importante sulle due figure maschili dell’epoca: Cesare, asservito del tutto al volere di lei, felice per essere diventato padre, noncurante di rappresentare oggetto di scherno da parte di tutto il Senato; Antonio consumato dall’ardore, che lascia in modo indecoroso il campo di battaglia, e neppure l’insano gesto riesce a riscattare la sua magnificenza. Dunque il cinema ha fatto sì, a suo modo, che la donna che ha rappresentato il più grande pericolo per la potenza di Roma diventasse leggenda, proprio come aveva fatto secoli prima Virgilio che cantò l’amore di Didone per Enea, il futuro fondatore di Roma.

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CineHunters

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