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27 gennaio – Giorno della memoria

Chiunque salva una vita salva il mondo intero.”

E’ un verso del Talmud, ed è una delle frasi più toccanti pronunciate da Ben Kingsley in “Schindler's List – La lista di Schindler".

Schindler's list” è uno dei film più rappresentativi dedicati all’Olocausto. L'opera si basa sulla vita di Oskar Schindler, imprenditore tedesco, che salvò oltre 1.100 ebrei dai campi di concentramento con il pretesto di impiegarli come personale necessario allo sforzo bellico presso la sua fabbrica. La pellicola, firmata dal regista Steven Spielberg, si aggiudicò ben 7 premi Oscar e alla sua uscita nelle sale fu un successo critico e finanziario.

Il lungometraggio trae la sua origine dal libro “La lista di Schindler” scritto da Thomas Keneally, a seguito di un incontro tra lo stesso Keneally e Leopold Pfefferberg, un ebreo sopravvissuto al genocidio grazie a Schindler. Fino a quel fatidico incontro, di fatto, l’eroica storia di Oskar non era mai stata raccontata. L’intera vicenda venne ricostruita e pubblicata solo nel 1982. L’attore Liam Neeson, interprete attivo in campo teatrale e cinematografico, per la sua toccante e fiera interpretazione di Schindler fu onorato della nomination al premio Oscar come Miglior attore nel 1994. Gli ultimi istanti del film mostrano i veri ebrei sopravvissuti, accompagnati dagli attori che li hanno interpretati, poggiare delle pietre sulla vera tomba di Schindler a Gerusalemme.

L’ultimo a visitarla secondo le sequenze della pellicola sarà proprio l’attore Liam Neeson. Neeson, infatti, depose lui stesso un fiore rosso sulla tomba del vero Oskar; si tratta dell'ultima scena del capolavoro di Spielberg. L'attore, sul finale, omaggiò così, senza venire propriamente inquadrato, l'eroe tedesco a cui poté dare eterno ricordo.

Quanto è importante ricordare? Rammentare un ricordo chiaro ma al contempo buio, fosco per gli orrori che i ricordi dell'Olocausto riportano alla mente. Ne deriva una reminiscenza in chiaroscuro, in bianco e nero. In "Schindler's list" i ricordi vengono rievocati dalla luce e dall'ombra. Soltanto alcuni flebili ma intensi momenti dell'opera vengono pervasi dai colori: le candele accese che progressivamente si spengono, il passo di una piccola bambina che indossa un cappotto irradiato da un rosso scarlatto, e il finale in cui i colori della natura avvolgono la totalità della scena. Quelli dell'Olocausto sono ricordi oscuri, neri, ma necessari, posti doverosamente a imperitura testimonianza. I frammenti di memorie dedicati agli eroi, come Oskar, sono invece lievemente rischiarati, bianchi, e ci insegnano come anche nelle tenebre si possa scrutare un po' di luce provenire dal remoto: si tratta della luminescenza della speranza portata dai giusti.

Nel ricordo perpetuo vive l’eterna memoria…per non dimenticare, mai!

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CineHunters

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