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Immaginiamo di poterci addentrare nella mente di George Lucas per poter carpire qualche flebile passo del suo pensiero.  Tentiamo, se ci è dato poterlo fare, di comprendere l’uomo ancor prima dell’artista. Non indaghiamo la sua fantasia soltanto attraverso le sue creazioni, ma cerchiamo di scorgere qualcosa nella sua sfera emotiva. Cosa riusciremmo a scoprire? Personalmente, non saprei spiegarmi il perché, ma George Lucas mi ha sempre dato l’impressione di essere un uomo infelice e combattuto, o più semplicemente, una persona che prende tutto a cuore.

Potrei rispondere, per impressioni personali, che Lucas sia un imprenditore di assoluto successo e di impressionante guadagno economico, ma che sia anche e soprattutto un artista visionario, un genio creativo, un soggettista e progettista di mondi ed ecosistemi variegati e fantasticamente concepibili. Se da un punto di vista le sue tendenze imprenditoriali e le sue geniali intuizioni di marketing lo hanno portato ad essere uno degli uomini più ricchi di Hollywood, dall’altro le sue ambizioni artistiche volte al perfezionismo gli hanno probabilmente creato un duro conflitto interiore. Il rimaneggiare, modificare e alterare secondo le sue idee la trilogia originale è sintomo di questa costante ricerca di perfezione, volta probabilmente a non ottenere mai un risultato all’altezza delle proprie, irraggiungibili aspettative. L’uso costante della computer grafica, impronta del tutto nuova del cinema anni duemila, è prova di quanto la sperimentazione artistica sia stata centrale nel lavoro e nei progetti del cineasta statunitense. Ancora oggi, quando si riporta alla sua attenzione che i fan più integralisti non hanno gradito le modifiche effettuate sulla trilogia classica e che obiettano su diverse scelte dei prequel, Lucas appare sempre scuro in volto. Perché Lucas, nell’animo eterno bambino, desideroso di stupirsi e di stupire, ha girato ogni film per colpire e meravigliare gli spettatori, mai per accontentarli come potrebbe accadere con un prodotto che sa di già visto. Perché è forse quell’infelicità, quel senso di insoddisfazione che genera ancor di più la voglia di sognare e di incantare in mondi e in modi fantastici.

  • Una carriera ricca di successi

Ma Lucas non è mai stato “solo” un regista; il suo genio creativo e la sua arguzia imprenditoriale hanno letteralmente rivoluzionato il cinema e il mondo dell’intrattenimento. A partire dai primi anni '80 Lucas divenne il proprietario e il principale rappresentante di veri e propri colossi nell’ambito del suono (THX), dei videogiochi (LucasArt), degli effetti speciali (ILM) e della produzione cinematografica, televisiva e persino letteraria e fumettistica (Lucasfilm). Per la lodevole lungimiranza e per i suoi fruttuosi affari costanti a livello imprenditoriale, Lucas non poteva che ricevere svariate onorificenze.

Vantava già quattro nomination all’Oscar (due come Miglior regista e due come Miglior Sceneggiatore) quando ricevette l’Oscar alla memoria, premio Irving G. Thalberg. Erano gli anni in cui aveva cominciato a lavorare alla storia che avrebbe delineato “la tragica vita di Darth Vader”. Il divorzio voluto dalla sua prima moglie gli causò un crollo emotivo e persino finanziario. Lucas non aveva avuto figli dal suo primo matrimonio, essendo sterile. Ne adotto tre: Amanda, Jett e Katie, prima di risposarsi. La delusione per la fine del primo matrimonio durò per tutti gli anni ottanta fino a quando, ripresosi a livello economico, poté iniziare a produrre la sua nuova trilogia. I detriti emotivi della dura esperienza che il regista affrontò furono fonte d’ispirazione nella stesura del drammatico destino del personaggio centrale dell'universo di Star Wars.

Lucas dominò al box office internazionale per tutta la sua carriera, fregiandosi di uno speciale scettro che lo ha posto di diritto sul trono dei cineasti e dei produttori di maggior successo economico. La sua esalogia di Star Wars ha infatti incassato quasi 5 miliardi di dollari, e cinque film da lui ideati, tra cui la prima trilogia di Star Wars, “La minaccia fantasma” e “I predatori dell’arca perduta” hanno raggiunto il primo posto tra gli incassi stagionali delle rispettive annate.

  • Un "padre" più di un creatore

Probabilmente se riuscissimo a leggere nella mente di George Lucas, apprenderemmo di quanto il bisogno d'evasione in un universo alternativo soppianti il malcontento artistico: la fantasia di Lucas nasce e si accresce con la voglia di strabiliare. Un desiderio alle volte troppo invasivo.

Nel giorno del suo compleanno vogliamo rivolgere i più affettuosi auguri al padre di questa galassia lontana lontana, un uomo che col suo lavoro è stato capace di generare un sogno simile a una fiamma imperitura che arde senza fine nel cuore e nella mente di ogni singolo fan. Un regista di cui si sente romanticamente una certa mancanza.

Risale infatti al 2005 la sua ultima esperienza dietro la macchina da presa, quando condusse in porto la propria nave, quando concluse il suo viaggio burrascoso nella galassia lontana lontana, quando mise la parola fine alla sua storia, una delle più emozionanti che il cinema abbia mai raccontato, quella di Anakin Skywalker/Darth Vader, prescelto senza alcun padre che non fosse Lucas stesso.

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CineHunters

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Anno: 1971, nei cinema statunitensi esce “L’uomo che fuggì dal futuro” (in lingua originale THX 1138) la prima pellicola diretta da George Lucas, quella che per prima mostrò le sue attitudini al genere fantascientifico e la sua abilità nel creare un mondo distopico e futuristico, perfettamente plausibile e comprensibile anche agli occhi di chi lo osserva con un certo “distacco emozionale”. Due anni dopo sarà la volta di “American Graffiti” in cui la malinconia per i trascorsi anni '50 e '60 si mischierà in un agglomerato nostalgico, sorretto magistralmente da una colonna sonora indimenticabile. Negli anni '80 proprio George Lucas ideerà il personaggio dell’archeologo Indiana Jones, affidando la regia all’amico Steven Spielberg, in una trilogia (negli anni duemila uscirà anche un quarto episodio) di grande successo. Delle opere del tutto diverse tra loro, eppure, accomunate da una comune origine: essere stati partoriti dalla mente di un medesimo autore.
Ma chi è, davvero, George Lucas?

Per parlare appieno della sua figura dobbiamo trattare della sua opera più complessa e famosa, ma per farlo, dobbiamo fare un balzo all’indietro e tornare al 1977.

“Star Wars” vide la luce anche grazie al successo del precedente “American Graffiti” che indusse i produttori a dar vita al progetto tanto desiderato da Lucas stesso. Il 1977 segnò l’inizio di una Space Opera che accompagnerà Lucas in una lavorazione impegnativa e indimenticabile per quasi trent’anni. A Star Wars (in seguito ribattezzato Episodio IV – Una nuova speranza) seguirono “L’impero colpisce ancora” e “Il ritorno dello Jedi” (futuri episodio V e VI). Il culto che si erse attorno a quella che oggi conosciamo con il nome di trilogia classica fu dettato, principalmente, dal potere evocativo e fantastico che l’opera riuscì ad emanare, meravigliando il mondo intero per gli innovativi effetti speciali, per la trama ricca di colpi di scena, e per le tematiche, semplici ma ugualmente complesse, nel mostrare lo scontro tra il bene al male, una ribellione a un’oppressione dittatoriale e il rapporto di rimorso e sofferenza del celebre personaggio di Darth Vader, dapprima antagonista della trilogia, in seguito assoluto protagonista della saga. Con l’enorme successo che ottenne il primo film in ordine di produzione, Lucas divenne milionario grazie soprattutto alle sue spiccate intuizioni di marketing, che gli permisero di fondare la LucasFilm, casa di produzione con cui poté, con i diritti d’autore, ottenere ogni ricavato possibile delle sue successive opere. Con la fondazione della Lucasfilm e della LucasArt, poté inoltre produrre una moltitudine di gadget e videogiochi legati all’universo di Star Wars, che spopolarono tra i collezionisti e gli amanti della saga, ampliando i ricavati dei suoi lavori.

La fine degli anni ‘90 e le migliorie avvenute nel settore degli effetti speciali, spinsero Lucas a riprendere la lavorazione sulla sua opera più celebre, avendo da sempre avuto in mente l’idea di esplorare la mitologia di Guerre Stellari e di mostrare ciò che era accaduto prima di Episodio IV:  gli anni della Repubblica e della sua successiva decadenza, i Jedi nel loro massimo splendore, l’ascesa dell’Imperatore Palpatine e, naturalmente, la caduta di Anakin Skywalker nell’oscurità. Cominciò così a lavorare alla stesura dei copioni che avrebbero formato la cosiddetta Trilogia Prequel, una serie di tre nuovi film che avrebbero delineato la tragedia di Darth Vader nella sua trasformazione. La nuova trilogia verrà interamente diretta da Lucas stesso, potendo vantare effetti speciali all’avanguardia, ben superiori ad ogni altra pellicola del periodo.
Gli episodi I-II e III non otterranno il plauso universale dei vecchi fan (che a mio modesto parere provavano aspettative fin troppo irragionevoli e irraggiungibili) pur creandone di nuovi, ma vanteranno invece enormi incassi ai botteghini, ottenendo anche un significativo apprezzamento de parte della critica per il terzo e conclusivo episodio in ordine di produzione.


La nuova trilogia emanò, dal canto suo, suggestione visiva e potenza combattiva affascinando molti spettatori con i coreografici e spettacolari duelli con le spade laser. Le articolare dinamiche politiche che porteranno alla caduta della Repubblica e allo scoppio della Guerra dei Cloni saranno dei momenti decisivi per l’evolversi della storia che si riallaccerà, senza particolari incongruenze, alla trilogia classica. Da contrappunto romantico allo scenario battagliero, venne mostrata la tragica storia d’amore tra Anakin (Hayden Christensen) e Padmé (Natalie Portman) che portò allo straziante cambiamento del padre di Luke (Mark Hamill) e Leia (Carrie Fisher). Con la trilogia Prequel, Lucas amplificò la propria mitologia, inventando mondi nuovi, pianeti concepiti con un solo e vasto ecosistema e ricreando creature dall’aspetto variegato.  Al termine di un lavoro cominciato nel 1977 e terminato nel 2005, la storia completa della saga e rappresentata nella sua interezza tramite l’esalogia di Star Wars poté essere ritenuta una delle più emozionanti della storia del cinema.

Le spade laser, il credo religioso dettato dalla celebre frase “che la forza sia con te…”, i Jedi, il lato Oscuro e molto altro, sono caratteristiche peculiari della saga, ampiamente riconoscibili anche dal fan meno esperto; ma la maestria di Lucas e dei suoi collaboratori non si fermò a questo. La saga di Star Wars ebbe il merito di creare, lungo l’arco narrativo dei sei film, un universo capace di abbracciare i campi interpretativi più disparati.

La religione fu uno degli elementi principalmente trattati, alimentata dal credo in una forza unificatrice e dall’immacolata concezione di Anakin che rivisita la nascita del Cristo, una figura sacra, mistificata come fosse il messia di un ordine, che cederà alle tentazioni di un diavolo portatore di morte (l’Imperatore).

La filosofia etica e morale fu un’altra strada che la Space-Opera decise di percorrere: il rapporto uomo – macchina tanto discusso nella figura di Vader, la morte e la resurrezione su Mustafar, il passaggio generazionale tra il padre e il figlio che spesso prenderà le pieghe di un destino comune che sembra gravare sul fato tanto del genitore quanto del discendente.

Ebbe una resa d'altrettanto spessore la sfera politica e storica, vivida con le sue molteplici sfaccettature dittatoriali e i passi di una rivoluzione perpetrata da un popolo ribelle e democratico che si oppone al potere tirannico.

L’aspetto fiabesco di base fu quello maggiormente esaltato: l’eterna sfida tra il bene e il male, concetto che, per come verrà trattato, andrà ben oltre la più semplicistica dicotomia non palesando soltanto schieramenti tra due fazioni, ma analizzando il tormento interiore che dilania l’anima di Darth Vader. L’amore, il rimorso, l’affetto, l’attaccamento sono al centro del progetto, e rappresentano il cuore di Star Wars. Se questa saga ha raggiunto e mantenuto un tale successo per anni non dipende solo e certamente dalle battaglie nello spazio, ma sono i personaggi, le loro sofferenze, i loro amori e le loro speranze compiute o drammaticamente fallite, a rendere quest’opera così unica e impareggiabile.

George Lucas ha dedicato gran parte della sua vita all’universo di Star Wars, curando non soltanto l’esalogia cinematografica, ma anche una serie d’animazione in digitale ben accolta dal pubblico e dalla critica, durata sei stagioni e ambientata tra il secondo e terzo film della serie, in piena guerra dei cloni. L’universo da lui creato non ha mai conosciuto limiti esplorando anche l’arte del fumetto e delle Graphic Novel.

Questo mondo fantascientifico è entrato talmente tanto nell’immaginario collettivo da venir interpretato (erroneamente) come un prodotto del popolo più che del suo creatore. Per anni i fan più morbosi hanno creduto di conoscere la saga di Star Wars meglio di chi l’ha plasmata, affermando di scindere le scelte narrative giuste da quelle sbagliate ben più di Lucas stesso. E’ questo pensiero purista che ha portato a critiche esagerate e ingiustificate impedendo a molti di apprezzare tutto ciò che veniva mostrato per ampliare la mitologia di un universo così vasto, vero e proprio elogio alla fantasia umana. La figura di Lucas da molti è stata sia venerata che offesa, rea di aver creato un mondo così penetrante da indurre i suoi stessi fan a non riuscire a discernere la gratitudine per ciò che possono amare, dall’attaccamento morboso a ciò che rappresenta per loro Guerre stellari. 

Star Wars è da ritenersi una mitologia amalgamata alla realtà intima di ogni singolo fan.

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CineHunters

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In questo primo giorno di celebrazioni si è discusso, in una bellissima atmosfera festosa, dell’importante ricorrenza della saga: ovvero i quarant’anni di "Star Wars: episodio IV - Una nuova speranza". Non ci sono stati annunci inaspettati, ma il tutto è stato comunque molto emozionante e soddisfacente.

Il creatore della saga George Lucas, ha presenziato durante tutto l’evento, e sono intervenuti in diretta ospiti di assoluta importanza come Harrison Ford, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Mark Hamill, Anthony Daniels, Billy Dee Williams e Peter Mayhew. Una partecipazione molto significativa quella di Hayden Christensen, l’interprete di Anakin Skywalker/Darth Vader, che mancava a un evento ufficiale da circa quindici anni.  Hanno partecipato in un video-saluto anche Liam Neeson e Samuel L. Jackson, i maestri Qui-Gon Jinn e Mace Windu. 

E' stato un momento molto commovente quello dedicato alla memoria di Carrie Fisher. A tal proposito, è stato rilasciato un emozionante video in ricordo di Carrie, la principessa Leia, scomparsa lo scorso 27 dicembre.

Di seguito il toccante video in ricordo di Carrie

Lo “Star Wars celebration” durerà da oggi fino al 16 aprile, con tantissimi eventi in programma. Domani si terrà il panel dedicato al prossimo film di Star Wars, e potrebbe debuttare, a sorpresa, l’attesissimo trailer di “Star Wars: gli ultimi Jedi”, l’ottavo capitolo della saga.

Sabato 15 aprile si terrà invece il panel per la serie “Star Wars Rebels” dove verranno presentati i contenuti inediti circa la prossima stagione della serie animata.

Domenica 16 aprile terminerà il tutto con il "These are the Droids you are Looking for" dalle 17:00 alle 18:00 (ora italiana).

Redazione: CineHunters

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