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Bim Bum Bam è stato un programma per ragazzi a cura di Alessandra Valeri Manera, andato in onda dal 4 luglio 1981, tutti i giorni alle ore 17,00, su Italia 1, e poi passato su Canale 5. Tra gli autori figuravano Edoardo Erba, Giancarlo Muratori, Daniele Demma, Kitty Perria, Enrico Valenti, Cino Tortorella. A condurre il programma c’erano Paolo Bonolis, Sandro Fedele, Marina Morra, Manuela Blanchard, Carlotta Brambilla, Deborah Magnaghi, Carlo Sacchetti, Marco Bellavia, Alessandro Gobbi, Roberto Ceriotti, Licia Colò. La regia era di Maurizio Pagnussat.

All’interno del programma oltre ai cartoni animati e ai telefilm vi si potevano riscontrare simpatiche inchieste, divertenti quiz e momenti musicali, a cui partecipavano attivamente due pupazzi di nome Uan e Ambrogio. Uan, il pupazzo animato con le sembianze di un cagnolone rosa col ciuffetto fucsia, è ancora oggi ricordato come il simbolo del programma. Uan era animato dalla vita in giù, e le sue “gambe” non potevano in alcun modo essere mostrate, ciò comportava la costante presenza del pupazzo da dietro il bancone dello studio. Le interazioni tra Uan e Paolo Bonolis assunsero i contorni dei siparietti comici tipici delle più affiatate coppie comiche della televisione. Spesso l’uno completava le battute dell’altro, e a volte, tendevano a interrompersi a vicenda e a cominciare qualche scaramuccia comica per far ridere i bambini che nel tempo, impararono ad amare questi due bizzarri amici del piccolo schermo.

La trasmissione per ragazzi proposta dalla Fininvest ha mosso i suoi passi dopo il distacco di Bonolis, Fedele e Morra dalla RAI, dove erano stati i presentatori della trasmissione 3 2 1… contatto! Bim Bum Bam ha rappresentato il trampolino di lancio per tutte le più celebri serie dei anime giapponesi: da Lady Oscar a Lupin III, da Dolce Candy all’Ispettore Gadget, ma anche eventi televisivi come I puffi o i Power Rangers hanno trovato in questo contenitore pomeridiano lo spazio giusto per esprimersi. Tra i tanti programmi trasmessi dal contenitore, uno in particolare raccolse un vasto apprezzamento dal giovane pubblico: una produzione in live action a carattere leggero e romantico dal titolo “Love me Licia” con la splendida Cristina D’Avena come protagonista dell’adattamento italianizzato dell’anime giapponese “Kiss me Licia”.

Successivamente Paolo Bonolis ha abbandonato il programma (1990) per dedicarsi a nuove trasmissioni, questa volta indirizzate a un pubblico meno giovane, e il programma, andato in onda per ben dodici anni, è proseguito sotto una conduzione di gruppo, chiamata la gang di Bim Bum Bam. Nel 1992 il programma è passato su Canale 5 in seguito alla decisione della Fininvest di dedicare la fascia pomeridiana di Italia 1 a un pubblico più maturo. La fattezza del programma, benché il cambio di rete, è rimasta la stessa. Negli anni Novanta Bim Bum Bam appariva come un contenitore in cui si avvicendavano cartoni animati, giochi in studio e sketch, a cui prendevano parte giovani conduttori. Il legame con i piccoli telespettatori era mantenuto dai giochi telefonici che permettevano di aggiudicarsi i premi in palio - che in linea di massima erano rappresentati dai dischi in vinile delle sigle dei cartoni o da videocassette - e dall’angolo dedicato alla posta. Dal 1993 era stato aggiunto un fax, dove i bambini potevano inoltrare lettere e disegni. Dalla stagione 1993 1995 fino alla stagione 1996-97, una nuova versione domenicale del programma è stata mandata in onda su Italia 1 dalle 8,00 alle 11,00 e presentata da Manuela Blanchard.

Dalla stagione 2000-01 anche Bim Bum Bam (che tornò su Italia 1) seguendo un processo di svuotamento del programma contenitore che aveva già coinvolto altre trasmissioni similari, ha perso i suoi spazi in studio, sostituito dai cartoni animati e presentati da una voce fuori campo, una specie di nuovo presentatore virtuale. L’unica caratteristica distintiva mantenuta dal programma fu il simbolo di Bim Bum Bam visibile in basso sulla sinistra. Con l’addio di Bim Bum Bam terminò per anni uno spazio televisivo destinato ai bambini e strutturato in proiezioni di cartoni animati. Una mancanza a cui la televisione non porrà rimedio fino al 2014.

Come potremmo definire cosa fosse “Bim Bum Bam” agli occhi del giovane pubblico, se non altro, la prima presa di coscienza di ogni piccolo bambino circa il tempo che scorre? Come dite? Mi domandate il perché di questa spiegazione?

I bambini, che fossero le 16:00 o le 17:00, come mossi da uno spontaneo entusiasmo, correvano davanti alla TV perché sapevano che quella era l’ora più importante della giornata: cominciava Bim Bum Bam.

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CineHunters

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