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Anno: 1971, nei cinema statunitensi esce “L’uomo che fuggì dal futuro” (in lingua originale THX 1138) la prima pellicola diretta da George Lucas, quella che per prima mostrò le sue attitudini al genere fantascientifico e la sua abilità nel creare un mondo distopico e futuristico, perfettamente plausibile e comprensibile anche agli occhi di chi lo osserva con un certo “distacco emozionale”. Due anni dopo sarà la volta di “American Graffiti” in cui la malinconia per i trascorsi anni '50 e '60 si mischierà in un agglomerato nostalgico, sorretto magistralmente da una colonna sonora indimenticabile. Negli anni '80 proprio George Lucas ideerà il personaggio dell’archeologo Indiana Jones, affidando la regia all’amico Steven Spielberg, in una trilogia (negli anni duemila uscirà anche un quarto episodio) di grande successo. Delle opere del tutto diverse tra loro, eppure, accomunate da una comune origine: essere stati partoriti dalla mente di un medesimo autore.
Ma chi è, davvero, George Lucas?

Per parlare appieno della sua figura dobbiamo trattare della sua opera più complessa e famosa, ma per farlo, dobbiamo fare un balzo all’indietro e tornare al 1977.

“Star Wars” vide la luce anche grazie al successo del precedente “American Graffiti” che indusse i produttori a dar vita al progetto tanto desiderato da Lucas stesso. Il 1977 segnò l’inizio di una Space Opera che accompagnerà Lucas in una lavorazione impegnativa e indimenticabile per quasi trent’anni. A Star Wars (in seguito ribattezzato Episodio IV – Una nuova speranza) seguirono “L’impero colpisce ancora” e “Il ritorno dello Jedi” (futuri episodio V e VI). Il culto che si erse attorno a quella che oggi conosciamo con il nome di trilogia classica fu dettato, principalmente, dal potere evocativo e fantastico che l’opera riuscì ad emanare, meravigliando il mondo intero per gli innovativi effetti speciali, per la trama ricca di colpi di scena, e per le tematiche, semplici ma ugualmente complesse, nel mostrare lo scontro tra il bene al male, una ribellione a un’oppressione dittatoriale e il rapporto di rimorso e sofferenza del celebre personaggio di Darth Vader, dapprima antagonista della trilogia, in seguito assoluto protagonista della saga. Con l’enorme successo che ottenne il primo film in ordine di produzione, Lucas divenne milionario grazie soprattutto alle sue spiccate intuizioni di marketing, che gli permisero di fondare la LucasFilm, casa di produzione con cui poté, con i diritti d’autore, ottenere ogni ricavato possibile delle sue successive opere. Con la fondazione della Lucasfilm e della LucasArt, poté inoltre produrre una moltitudine di gadget e videogiochi legati all’universo di Star Wars, che spopolarono tra i collezionisti e gli amanti della saga, ampliando i ricavati dei suoi lavori.

La fine degli anni ‘90 e le migliorie avvenute nel settore degli effetti speciali, spinsero Lucas a riprendere la lavorazione sulla sua opera più celebre, avendo da sempre avuto in mente l’idea di esplorare la mitologia di Guerre Stellari e di mostrare ciò che era accaduto prima di Episodio IV:  gli anni della Repubblica e della sua successiva decadenza, i Jedi nel loro massimo splendore, l’ascesa dell’Imperatore Palpatine e, naturalmente, la caduta di Anakin Skywalker nell’oscurità. Cominciò così a lavorare alla stesura dei copioni che avrebbero formato la cosiddetta Trilogia Prequel, una serie di tre nuovi film che avrebbero delineato la tragedia di Darth Vader nella sua trasformazione. La nuova trilogia verrà interamente diretta da Lucas stesso, potendo vantare effetti speciali all’avanguardia, ben superiori ad ogni altra pellicola del periodo.
Gli episodi I-II e III non otterranno il plauso universale dei vecchi fan (che a mio modesto parere provavano aspettative fin troppo irragionevoli e irraggiungibili) pur creandone di nuovi, ma vanteranno invece enormi incassi ai botteghini, ottenendo anche un significativo apprezzamento de parte della critica per il terzo e conclusivo episodio in ordine di produzione.


La nuova trilogia emanò, dal canto suo, suggestione visiva e potenza combattiva affascinando molti spettatori con i coreografici e spettacolari duelli con le spade laser. Le articolare dinamiche politiche che porteranno alla caduta della Repubblica e allo scoppio della Guerra dei Cloni saranno dei momenti decisivi per l’evolversi della storia che si riallaccerà, senza particolari incongruenze, alla trilogia classica. Da contrappunto romantico allo scenario battagliero, venne mostrata la tragica storia d’amore tra Anakin (Hayden Christensen) e Padmé (Natalie Portman) che portò allo straziante cambiamento del padre di Luke (Mark Hamill) e Leia (Carrie Fisher). Con la trilogia Prequel, Lucas amplificò la propria mitologia, inventando mondi nuovi, pianeti concepiti con un solo e vasto ecosistema e ricreando creature dall’aspetto variegato.  Al termine di un lavoro cominciato nel 1977 e terminato nel 2005, la storia completa della saga e rappresentata nella sua interezza tramite l’esalogia di Star Wars poté essere ritenuta una delle più emozionanti della storia del cinema.

Le spade laser, il credo religioso dettato dalla celebre frase “che la forza sia con te…”, i Jedi, il lato Oscuro e molto altro, sono caratteristiche peculiari della saga, ampiamente riconoscibili anche dal fan meno esperto; ma la maestria di Lucas e dei suoi collaboratori non si fermò a questo. La saga di Star Wars ebbe il merito di creare, lungo l’arco narrativo dei sei film, un universo capace di abbracciare i campi interpretativi più disparati.

La religione fu uno degli elementi principalmente trattati, alimentata dal credo in una forza unificatrice e dall’immacolata concezione di Anakin che rivisita la nascita del Cristo, una figura sacra, mistificata come fosse il messia di un ordine, che cederà alle tentazioni di un diavolo portatore di morte (l’Imperatore).

La filosofia etica e morale fu un’altra strada che la Space-Opera decise di percorrere: il rapporto uomo – macchina tanto discusso nella figura di Vader, la morte e la resurrezione su Mustafar, il passaggio generazionale tra il padre e il figlio che spesso prenderà le pieghe di un destino comune che sembra gravare sul fato tanto del genitore quanto del discendente.

Ebbe una resa d'altrettanto spessore la sfera politica e storica, vivida con le sue molteplici sfaccettature dittatoriali e i passi di una rivoluzione perpetrata da un popolo ribelle e democratico che si oppone al potere tirannico.

L’aspetto fiabesco di base fu quello maggiormente esaltato: l’eterna sfida tra il bene e il male, concetto che, per come verrà trattato, andrà ben oltre la più semplicistica dicotomia non palesando soltanto schieramenti tra due fazioni, ma analizzando il tormento interiore che dilania l’anima di Darth Vader. L’amore, il rimorso, l’affetto, l’attaccamento sono al centro del progetto, e rappresentano il cuore di Star Wars. Se questa saga ha raggiunto e mantenuto un tale successo per anni non dipende solo e certamente dalle battaglie nello spazio, ma sono i personaggi, le loro sofferenze, i loro amori e le loro speranze compiute o drammaticamente fallite, a rendere quest’opera così unica e impareggiabile.

George Lucas ha dedicato gran parte della sua vita all’universo di Star Wars, curando non soltanto l’esalogia cinematografica, ma anche una serie d’animazione in digitale ben accolta dal pubblico e dalla critica, durata sei stagioni e ambientata tra il secondo e terzo film della serie, in piena guerra dei cloni. L’universo da lui creato non ha mai conosciuto limiti esplorando anche l’arte del fumetto e delle Graphic Novel.

Questo mondo fantascientifico è entrato talmente tanto nell’immaginario collettivo da venir interpretato (erroneamente) come un prodotto del popolo più che del suo creatore. Per anni i fan più morbosi hanno creduto di conoscere la saga di Star Wars meglio di chi l’ha plasmata, affermando di scindere le scelte narrative giuste da quelle sbagliate ben più di Lucas stesso. E’ questo pensiero purista che ha portato a critiche esagerate e ingiustificate impedendo a molti di apprezzare tutto ciò che veniva mostrato per ampliare la mitologia di un universo così vasto, vero e proprio elogio alla fantasia umana. La figura di Lucas da molti è stata sia venerata che offesa, rea di aver creato un mondo così penetrante da indurre i suoi stessi fan a non riuscire a discernere la gratitudine per ciò che possono amare, dall’attaccamento morboso a ciò che rappresenta per loro Guerre stellari. 

Star Wars è da ritenersi una mitologia amalgamata alla realtà intima di ogni singolo fan.

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CineHunters

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