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Un ricordo ad Orson Welles

Nasceva a Kenosha il 6 maggio del 1915 Orson Welles, illustre maestro di teatro e cinema.

Esordisce come attore giovanissimo, a soli 16 anni, al Gate Theatre di Dublino. Nel 1936, con la compagnia del Negro Theatre, avviene il suo debutto alla regia con il Macbeth di William Shakespeare, dimostrando subito un talento provocatorio e innovativo: ambienta infatti la storia ad Haiti e fa dei suoi attori, tutti di colore, i portatori di una cultura arcaica, antica, mossa da riti magici e avvolta da una violenza primordiale. L’anno successivo, cura il riadattamento del testo di “Doctor Faustus”, dirige l’allestimento e ne recita come protagonista. Lo spettacolo ha un comparto scenico essenziale: una semplice scatola nera che grazie agli effetti di luce permette il rapido susseguirsi di apparizioni/sparizioni di immagini.

Proprio in quegli intensi anni, Welles spopolò con un programma radiofonico intitolato “La guerra dei mondi”. In tale adattamento, Welles recitava, con fare terrificante,  su di un presunto attacco degli alieni. L’interpretazione, reputata talmente veritiera dall’essere scambiata come un messaggio d’allarme proferito in radio, scatenò il panico in diverse cittadine americane. Welles si trovò cpsì costretto ad interrompere improvvisamente la trasmissione. Con tale, bizzarro "espediente" artistico, Welles ottenne un’enorme fama e un contratto cinematografico con la RKO. Nel 1941 diresse il suo primo, immenso capolavoro: “Quarto potere” per cui vinse l’Oscar per la miglior sceneggiatura.

Al contempo torna a teatro con "Paura", uno spettacolo colmo di realismo e dichiarato intento di coinvolgere il pubblico nell’azione teatrale. Verso la metà del Novecento approda a Broadway, e inaugura un metodo di lavoro che poi applicherà in molti suoi film: fa procedere le riprese cinematografiche da una messa in scena teatrale della sceneggiatura del film, vagliandone la struttura drammatica e approfondendo la tecnica interpretativa degli attori.  

Tra il 1948, anno in cui uscì la sua personale trasposizione del “Macbeth”, e il 1975 in cui rilasciò “F come falso”, Welles girò delle opere ineguagliabili. Regista maniacale, produsse, interpretò, diresse e scrisse molti dei film recanti la sua inconfondibile firma. Con “L’infernale Quinlan” del 1958 girò una scena d’apertura rimasta impressa nella storia della settima arte: un piano sequenza di oltre tre minuti.  La primissima inquadratura del film ci mostra le mani dell’assassino intento a nascondere una bomba su un’auto, quand’ecco che la camera si sposta e volge il proprio “sguardo” imparziale sui movimenti continui eseguiti dai personaggi in scena, mossi in un percorso continuato, dove è tangibile una costruzione narrativa d’impareggiabile pregevolezza.

Welles fu uno dei più grandi geni del Novecento, un artista capace di destreggiarsi con assoluto spessore dal teatro al cinema, dalla radio alla televisione.

Morì a Los Angeles il 9 ottobre del 1985.

Redazione: CineHunters

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