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Ladro una volta, ladro per sempre – LUPIN III

Jigen disegnato da Erminia A. Giordano per CineHunters

 

Alcuni ladri apprendono l'antica "arte" del rubare sin da fanciulli. Essi perfezionano questo particolare talento, lo coltivano e tendono sempre più a migliorarsi. Eppure, costoro non potranno mai eguagliare chi, il "dono" del rubare, lo ha intriso nel suo stesso sangue. Perchè, dopotutto, rubare non è che un talento naturale!

Essere un genio del furto rappresenta una qualità ereditaria, un talento tramandato di generazione in generazione. D’altronde, com’è che si dice? Tale padre tale figlio, giusto?! Ecco, in questo caso, si potrebbe anche aggiungere: "Tale nonno, tale nipote!".Arsenio Lupin ed il nipote, Lupin III, ebbero molto in comune. Non soltanto la passione per le belle donne, la furbizia, la spiccata arguzia, ma soprattutto l'estro del rubare!

Nascere ladri ed esserlo per sempre è insito nel sangue dei Lupin, e scorre nelle loro vene. Nessun addestramento, nessuna preparazione, rubare per i Lupin è sempre stato un gesto ovvio, scontato, istintivo ed innato. Un'inclinazione spontenea.

Ispirandosi alla figura del ladro gentiluomo, Arsenio Lupin, nato dalla penna dello scrittore francese Maurice Leblanc, il mangaka Monkey Punch creò il personaggio di Arsenio Lupin III, nipote e degno erede del più grande ladro del mondo. Sin dalla prima bozza in cui il personaggio vide la luce, Punch fece dell’atto del rubare un’attitudine innata, appresa da un legame di discendenza.

Punch, così come fece Leblanc, non trattò il furto nel senso bieco e deplorevole del termine, donò a Lupin la caratura dell’eroe, seppur eroe truffaldino. Dopotutto, un Lupin, qualunque Lupin esso sia, assurge doverosamente ad icona popolare del ladro gentiluomo. Un ladro gentiluomo è un furfante elegante nel vestire, dai modi cordiali, dal temperamento cortese e amabile, che usufruisce delle proprie abilità soltanto per rubare a chi possiede di più. Non che questo dettame ideologico giustifichi il gesto criminale del ladro gentiluomo. “Sembra giusto, però non si fa…”, recitava la meravigliosa sigla ritmata dal suono di una fisarmonica di “Lupin III”. Tuttavia, tale caratteristica del ladro gentiluomo, quella d’esser fraudolento soltanto nei confronti di quei ricchi arricchitisi sulle spalle dei poveri, rende la sagoma del delinquente una figura affascinante, che impone ai propri lettori/spettatori la visione della storia dal punto di vista del criminale dal carattere bonario, invece che dal classico detective dall’indole incorruttibile. Il ladro gentiluomo, classicamente parlando, si erge al di sopra della legge per se stesso e per dar voce, con atti estremi e vendicativi, a chi non viene mai ascoltato. Ma a chi dà voce Lupin?

“Lupin III” vide la luce nel 1967. Conobbe un notevole successo in tutto il mondo per via di un taglio narrativo ironico e avventuroso. "Lupin III" non era una lettura destinata ai più giovani, era, invece, rivolta a un pubblico di ragazzi maturi e uomini adulti che apprezzavano le frequenti tavole erotiche che coinvolgevano il protagonista e la splendida amante Fujiko Mine, spesso rappresentata completamente senza veli. "Lupin III" divenne, con estrema rapidità, un fenomeno di massa. Lo stile diretto, talvolta caricaturale e grezzo del disegno, e l’aspetto sbruffone e sbarazzino del personaggio principale resero “Lupin IIII” un manga, per certi versi, rivoluzionario.

“Lupin III” raggiunse una fama planetaria a partire dagli anni settanta quando venne trasposto per la prima volta in televisione come anime. La prima stagione portò in scena il personaggio con indosso una giacca verde, dalla seconda serie, Lupin vestì la sua inimitabile giacca rossa, ad oggi la più conosciuta del personaggio. Per i successivi quarant’anni, Lupin III conquisterà lo status di icona della cultura popolare e vivrà centinaia di avventure tra episodi, OAV e film anime ad esso dedicati.

La caratteristica delle avventure di “Lupin III” è quella di non avere propriamente una storia di base. “Lupin III”, in special modo negli anime, non ha una trama articolata e scomposta in più sezioni, ogni avventura fa storia a sé. Trattiamo, infatti, di un anime, oserei dire, antropocentrico, che pone i propri personaggi al centro della scena anteponendoli ad una trama continuativa. Sono i cinque personaggi principali i veri fautori del successo. Con Lupin non ci si appassiona alla storyline di ogni singola avventura, ci si invaghisce, invece, del fascino di ogni singolo personaggio. I protagonisti di “Lupin III” sono caratterizzati da uno stile proprio, univoco e riconoscibilissimo. Tutti loro sono disegnati secondo canoni estetici ben precisi: sono siluette snelle, alte, quasi filiformi, e indossano sempre gli stessi abiti. Al loro aspetto si abbina un carattere chiaro e distintivo.

Arsenio Lupin III ha un viso stralunato, un sorriso sbruffone che prelude ad una mente geniale. Lupin ha dei modi di fare spesso infantili e votati al divertimento senza remora. Egli è per metà francese e per metà giapponese ed è universalmente conosciuto per essere il più grande ladro del mondo nonchè il criminale inafferrabile per antonomasia. La sua proverbiale scaltrezza lo rende inacciufabile e gli permette di intuire le mosse del proprio avversario. Lupin è incorregibile e, per l'appunto, sfuggente.

Le belle donne sono il tallone d’Achille di Lupin, soltanto loro riescono a fargli abbassare la guardia. Egli è perdutamente innamorato della ladra Fujiko Mine, tanto da farsi volutamente raggirare dai suoi modi loschi e ingannatori. Lupin è un eccellente tiratore, e maneggia sempre una Walther P38, anche se le sue abilità non possono essere paragonate a quelle di Jigen.

Daisuke Jigen è d’origine nipponico-statunitense, ed è il miglior amico di Lupin, i due, infatti, si spalleggiano da sempre. Jigen veste sempre con giacca, cravatta e pantaloni neri, e indossa un cappello del medesimo colore dal quale è inseparabile. Jigen ha i capelli neri e lunghi, porta la barba incolta sul mento e sulle guance e cela spesso il suo volto mantenendo lo stesso abbassato e coperto dalla punta della visiera del cappello. Jigen è un accanito fumatore, e lo si vede sempre tenere un mozzicone di sigaretta tra le labbra. Egli è un cecchino infallibile, dotato di una maestria ineguagliabile nell’uso di qualunque arma da fuoco, anche se predilige adoperare sempre la sua rivoltella Smith e Wesson M19 Combat. Jigen, essendo sospettoso e introverso di natura, fatica a intraprendere relazioni con donne che non conosce, anche se ha sempre dimostrato di essere attratto da molte figure femminili che ha incontrato durante le sue innumerevoli avventure.

Il trio di base è chiuso da Ishikawa Goemon, samurai taciturno e meditativo. Goemon ha i capelli lunghi e scuri, ed è di religione shintoista. Goemon non accompagna Lupin e Jigen in tutte le loro missioni ma predilige spalleggiarli saltuariamente. Schivo e austero, questo samurai maneggia con impareggiabile destrezza una katana (dalla quale non può separarsi), e con essa è in grado di tagliare di netto qualunque cosa voglia. Goemon è uno schermidore imbattibile su campo neutro. Seppur professi l’attività di ladro, ha un proprio codice etico inviolabile.

Ai tre amici si unisce Fujiko Mine, amante di Lupin. Fujiko, nota in Italia anche come Margot, è tanto bella da togliere il fiato. Porta i lunghi capelli color rame sempre sciolti, ha gli occhi neri, le labbra carnose e la pelle bianchissima. Fujiko è alquanto formosa, ha un seno enormemente prosperoso e veste sempre in modo succinto, il che la rende piacevolmente provocante. Fujiko incarna la tentazione femminile più estrema, essendo lei ingannatrice ed egoista.

Concepita come l’archetipo della donna dal fisico perfetto e statuario, Fujiko amalgama l’audacia del corpo all’astuzia della mente. E’ una persona indipendente, forte, che piega gli uomini al proprio volere. Fujiko rimane una delle donne più attraenti che siano mai nate dall’immaginazione letteraria e fumettistica, personificazione di una bellezza mozzafiato e di un’arguzia pericolosa e criminale, tanto da poter essere considerata una femme fatale di raro splendore.

Fujiko sa di essere amata da Lupin, e sfrutta il sentimento sincero provato dal ladro per proprio tornaconto. Il suo rapporto con il protagonista è, tuttavia, particolare. Sebbene lo raggiri continuamente, Fujiko dimostra più di una volta di ricambiare i sentimenti dell’uomo, d’esserne gelosa e protettiva.

Giungiamo, infine, all’antagonista di Lupin, l’irriducibile e infaticabile Zenigata, Ispettore dell’Interpool, posto a capo della cattura del ladro gentiluomo. Zenigata è a tutti gli effetti l’avversario per antonomasia di Lupin, e dovrebbe assurgere a ruolo di nemesi del protagonista. Zenigata è, invero, un antagonista del tutto particolare: è un personaggio positivo, d’animo buono e altruista. Egli appare goffo, a tratti imbranato, e sebbene possa sembrare imprudente, avventato e sciocco, è in verità molto acuto.

Zenigata veste sempre con un impermeabile color beige a cui abbina un cappello d’ugual colore. Anch’egli è un fumatore. L’ispettore è, senza alcun dubbio, la personalità più complessa del manga e dell’anime. Nonostante sembri un personaggio comico, Zenigata cela una profondità caratteriale e psicologica di grande fascino.

Egli è riconosciuto come un grande ispettore, perché riesce ad arrestare tutti i criminali a cui dà la caccia; tutti meno che Lupin. Quest’insoddisfazione dovuta alla mancata cattura del ladro costituisce un’ossessione per Zenigata. L'inarrestabile ispettore convoglia in sé una duplice ricezione interpretativa da parte dei lettori e degli spettatori. Duplice nonché contraddittoria: ironia e tragicità.

Zenigata è una persona testarda, che non contempla la resa. Egli risulta essere quasi implacabile nei suoi estenuanti inseguimenti per arrestare il ladro gentiluomo. Zenigata non si arrende mai, poiché è mosso da un inalterabile volere. Il personaggio offre, così, una rilettura caratteriale di stampo comico per via degli esiti esilaranti dei suoi inseguimenti, che spesso lo vedono protagonista di malconce cadute rovinose al suolo.

Ma Zenigata è, altresì, un uomo solo, costretto a restare lontano dalla famiglia e dalla sua unica figlia. Egli è dedito solo al lavoro in cui ripone piena fiducia e speranza. Zenigata è schiacciato dal peso di una missione che non può adempiere, e la devozione al proprio mestiere lo porta a girovagare il mondo senza meta e senza una casa. Zenigata vaga da un luogo ad un altro per tentare di realizzare un disperato e vano tentativo. Una condizione tragica d’esistenza.

Il suo rapporto con Lupin non è soltanto intrigante ma unico. Egli desidera catturare il ladro ma se ci riuscisse verrebbe meno la motivazione della sua intera esistenza. In alcune occasioni, quando Zenigata credeva di aver finalmente messo dietro le sbarre Lupin, è caduto vittima di un’acuta depressione poiché non aveva più alcun interesse da soddisfare. Il moto della sua vita anela a un finale da non dover mai raggiungere e la sua ricerca costante mira a un raggiungimento nullo e infruttuoso. Zenigata è un corridore, un maratoneta vigoroso e tenace a cui, in realtà, non interessa raggiungere il traguardo, poiché ama soltanto la corsa.

L'ispettore vuol inseguire il suo acerrimo nemico per sempre, fin quando entrambi non saranno esausti. Solamente quel giorno, entrambi potranno decidere chi dei due è riuscito davvero a prevalere. Vincerà la furbizia o la caparbietà? L’incorreggibilità o la resistenza che Lupin e Zenigata, rispettivamente, incarnano?

Zenigata considera Lupin il suo unico amico, e lo stesso Lupin, che chiama l’Ispettore affettuosamente “Zazà” o “Papà Zenigata”, sa che se un giorno dovesse accettare di scontare i propri crimini si farebbe arrestare soltanto da Zenigata. Entrambi hanno più volte dimostrato di essere leali l’un l’altro in situazioni di pericolo. Vige una sorta di sottintesa, astratta e fraterna amicizia tra i due “nemici”.

"Lupin III" crea, coi suoi personaggi, un empatico rapporto d’ammirazione, stima e apprezzamento nei confronti dei propri spettatori. A chi presta voce, dunque, il ladro gentiluomo, secondo discendente del primo Arsenio Lupin? 

A tutti coloro che, con caratteri diversi, possono immedesimarsi nei rispettivi personaggi che più amano. Dà voce agli inguaribili romantici come Lupin, alle anime laconiche e misteriose come Jigen, alle personalità flemmatiche e riflessive come Goemon, alle donne seducenti e sinistre che ottenebrano spiriti animosi e di sensibile dolcezza ed, infine, dà parola a tutti coloro che seguono un sogno destinato a rendere la propria vita simile ad un’interminabile avventura, come Zenigata.

Lupin III dà voce alla gente, al popolo, a tutti coloro che ne fanno parte.

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CineHunters

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