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“Disney's The Emperor's New Groove” fu un videogioco rilasciato nel 2000 per Playstation, PC e Game Boy Color, da Ubisoft e Sony Computer Entertainment. Il videogame, basato sull’omonimo film Disney “Le follie dell’Imperatore”, permetteva ai giocatori di impersonare il protagonista Kuzco, il viziatissimo sovrano Inca trasformato in un Lama dalla consigliera di corte Yzma. Ai videogiocatori spettava l’arduo, nonché divertentissimo compito di guidare il camelide dal villaggio al palazzo per riconquistare il trono.

L’avventura del quadrupede dall’animo umano venne strutturata in formato 3D a carattere classico, molto simile ai videogiochi di Spyro, con la “sola” differenza che i videogiocatori non avrebbero guidato un draghetto viola ma un Lama con addosso un indumento purpureo simile ad un maglioncino consunto, non avrebbero fatto librare in aria il personaggio ma lo avrebbero fatto caricare a tutta velocità, non avrebbero fatto sputare fuoco incandescente ma… lo avrebbero fatto sputare e basta. Proprio così, una delle caratteristiche peculiari del videogioco era la capacità di esercitare il celere sputo del lama come vera e propria “arma” d’attacco e, in particolar modo, strategica. Una volta raccolti dei chicchi d’uva, Kuzco poteva colpire degli oggetti specifici con tanto di mira assistita, i quali, una volta lambiti dall’attacco del Lama, cedevano giù e potevano essere orientati in base alle direttive del videogiocatore.

“Le follie dell’Imperatore” era, come lo stesso titolo suggeriva, un’avventura videoludica follemente appassionante, basata spesso su delle metodologie di gioco già viste, ma sparse in situazioni sempre incentrare su novità piacevolmente intrattenenti. La sagace ed esilarante comicità del film venne mantenuta anche nel videogioco, spesso spezzettato da filmati introduttivi, estratti direttamente dal lungometraggio di animazione. Il videogioco si apriva con un primo livello ambientato nel villaggio in cui Kuzco dialogava brevemente con alcuni personaggi, dapprima con Pacha e successivamente con i figli del contadino, i quali offrivano le prime delucidazioni sui comandi di gioco. Kuzco durante tutta la sua avventura può raccogliere le monete dei villici che lui reputa ironicamente di sua stessa proprietà. Kuzco può distruggere dei vasi contenenti monete e segreti rotolando su se stesso tramite l’imbeccata del tasto “cerchio”, e può caricare in avanti mediante l’utilizzo del tasto “quadrato”, e ancora può saltare col tasto X. Kuzco può altresì sferrare un attacco più articolato, tramite una specie di mini-combo eseguita col tasto X, e Cerchio per abbattere i nemici più imponenti, saltando e colpendo l’avversario dall’alto verso il basso. Tutte le volte che il personaggio ha sconfitto uno di questi nemici, pronuncia sempre l’espressione “Boom Baby”.

Kuzco esegue un attacco saltando.

 

“Le follie dell’imperatore” era strutturato in un totale di 8 livelli, a loro volta suddivisi in capitoli: il villaggio, la giungla di notte, il fiume, la giungla di giorno, la montagna, la città, le catacombe e il laboratorio. Il gioco, per i tempi, risultava piuttosto longevo e dalla media difficoltà (anche se certi punti tendevano ad essere più difficoltosi, considerando la fascia d’età a cui era destinato). All’apertura di ogni livello o capitolo, il giocatore poteva osservare una mappa che seguiva il percorso del personaggio partito dal villaggio con l’obiettivo di raggiungere il palazzo, posto come metà finale dell’illustrazione. I livelli, alquanto vasti, celano spesso dei luoghi segreti in cui il giocatore, individuandoli, può recuperare vari oggetti. Gli elementi scenografici estrapolati dal film non sono soltanto decorativi, ma vengono utilizzati per delle specifiche funzionalità di gioco. La corona di Kuzco serve così a rappresentare “la vita” del personaggio posta centralmente in alto allo schermo. Ad ogni colpo subito dal personaggio, una parte della corona cederà rovinosamente giù lasciando un segno rosso. Kuzco può rinvenire in ogni livello e capitolo una bambola segreta che, una volta trovata, viene stretta dal personaggio in un tenero abbraccio. Kuzco per procedere di livello in livello dovrà raccogliere degli idoli rossi che ne riproducono il profilo che aveva da umano. Tali idoli verranno impressi sulle raffigurazioni poste a fianco di un portale e ne permetteranno l’apertura.

Una delle molteplici sfide a tempo del gioco.

 

  • Le particolarità del gioco

Diverse fasi del gioco stuzzicano l’intelligenza del giocatore mediante enigmi da risolvere. Spesso Kuzco dovrà regolare il peso di alcune piattaforme facendosi carico di rocce, cestelli o veri e propri totem, che dovranno essere riposizionati su delle statue per aprire alcuni passaggi o superare delle zone prive di uscita. In altre fasi, Kuzco dovrà fare affidamento alla sua grande velocità e completare alcune aree con sfide a tempo, muovendosi su pedane in movimento o che addirittura scompaiono d’improvviso sotto i suoi stessi piedi, pardon…sotto le sue stesse zampe.

Queste particolarità rendono il gioco estremamente fluido, capace sempre di mantenere alta la concentrazione dei videogiocatori. Ad arricchire ancor di più l’esperienza di gioco sono le varie fasi in cui Kuzco verrà trasformato in altri animali: una rana, che potrà muoversi facendo tre balzi in avanti, una tartaruga che ne rallenterà notevolmente i movimenti e un piccolo coniglio. Ogni qualvolta Kuzco ritroverà la pozione di Yzma e riacquisterà le sembianze da consueto quadrupede esclamerà con soddisfazione: “Sono di nuovo un lama”.

Kuzco trasformato in ranocchio.

 

Altre situazioni consuete del gioco sono le sfide ad inseguimento tra Kuzco e Kronk, le fughe dall’assalto dei predatori della giungla o le corse ricche di ostacoli in cui Kuzco dovrà raggiungere un fastidioso bambino in sella ad un triciclo che non vuol donargli l’idolo rosso. In altre zone, Kuzco dovrà restare nascosto e muoversi silenziosamente, avanzando senza farsi vedere dalle guardie del palazzo o da altri bizzarri avversari. Se tali nemici lo scorgono, dovrà ricominciare dall’ultimo “Punto di Controllo”.

Nei capitoli iniziali delle catacombe, Kuzco e Pacha saranno alla guida di una sedia mobile che percorre le montagne russe, in una vorticosa discesa verso i laboratori di Yzma, e dovranno attraversare il percorso evitando di cadere. Tali livelli sono stati estrapolati da una delle sequenze più famose della pellicola, quella in cui Yzma e Kronk discendono verso i laboratori. Non potremo però fare come suggeriva Kronk, ed invogliare chi siede accanto a noi ad alzare le braccia per rendere il percorso più divertente: in tali momenti del gioco non ci si potrà assolutamente distrarre, neppure per un solo istante. Saranno infatti dei livelli dal divertimento forsennato in cui il giocatore si troverà costretto ad evitare numerosi ostacoli, procedendo ad una grande velocità e saltando di piattaforma in piattaforma. La parte più difficile arriverà nel momento in cui il percorso roteerà la sedia mobile costringendo i due personaggi a procedere di spalle, e così facendo, il giocatore dovrà “riadattare” i propri comandi al posizionamento di Kuzco, onde evitare gli improvvisi vuoti disseminati lungo il percorso.

Kuzco e Pacha discendono verso i laboratori. Indirizzando la sedia mobile verso la pedana colorata alla loro sinistra potevano eseguire un balzo e superare il vuoto.

 

“Le follie dell’Imperatore” fu un’avventura sviluppata secondo la precisa direttiva di appassionare i videogiocatori, sfruttando al massimo il film da cui ha preso spunto, regalando un’esperienza di gioco corposa, scorrevole, coinvolgente, e  di certo incapace di fare annoiare.

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CIneHunters

Dal classico del 1997, la Disney Interactive Studios produsse il videogioco intitolato “Disney’s Hercules”. Il gioco venne sviluppato dalla Eurocom e distribuito per Playstation e PC.

Il videogioco di Hercules fu un’esperienza, una di quelle a cui si ripensa con un certo piacere e una sentita nostalgia. Proprio per questo non potrei esimermi dal definirlo un videogioco spiccatamente vintage, perché possiede la qualità d’invecchiare come fosse un cult, e la meraviglia di conservare in sé un gusto retrò, che induce a volerci rigiocare, e non soltanto per un bisogno di sopperire a quel senso di mancanza che il tempo può aver generato, ma proprio perché è un gioco capace di far divertire ancora e in maniera meravigliosa. L’appellativo di vintage non può che calzargli a pennello. In un periodo in cui la grafica poco importava ai videogiocatori, “Hercules” puntava al sodo, a raggiungere l’obiettivo finale: soddisfare i videogiocatori e farli svagare con semplicità.  “Hercules” era un videogioco in 2D, in cui il videogiocatore poteva muoversi frontalmente, eccetto che nei livelli improntati alla corsa, dove il giocatore si trovava ad  affrontare nemici e ostacoli restando in continuo movimento: in tal caso, la visuale di gioco seguiva alle spalle il personaggio, intento a correre verso la meta agognata.

Il videogioco si apriva con una schermata introduttiva che fungeva da menù iniziale, e vedeva la presenza delle cinque muse della pellicola. Attraverso la selezione del menù si poteva cominciare una nuova partita o caricare i progressi precedenti salvati su Memory Card. In alternativa, il videogiocatore poteva ricreare una sorta di password attraverso l’esatto allineamento di alcuni vasi greci che, se combinati adeguatamente, garantivano l’accesso a un dato livello. Tali vasi potevano essere raccolti dal videogiocatore nel corso di un livello e costituivano una specie di “salvataggio”. A Meg spettava il compito di allineare i vasi come le veniva suggerito dal videogiocatore.

I dieci livelli di “Hercules” erano presentati e alternati da scene tratte direttamente dal lungometraggio d’animazione. Il caricamento del videogioco era scandito da rappresentazioni ornamentali che immortalavano spesso l’eroe intento ad affrontare la minaccia che il videogiocatore avrebbe dovuto sostenere a momenti. In tale rappresentazione una musa era disegnata all’angolo dello schermo.

Hercules si muoveva lungo aree in cui poteva avanzare frontalmente e, in alcuni punti, spostarsi verso l’alto o verso il basso attraverso piccoli sentieri (La foresta del centauro) o scale che conducevano alle zone prossime del livello (La grande oliva). Hercules può combattere sferrando i suoi poderosi pugni, caricando al massimo la forza di un singolo colpo, può utilizzare la spada per difendersi, e può saltare e acquattarsi. Hercules, lungo tutta la sua avventura, raccoglie costantemente numerosi oggetti: monete, pupazzi ispirati allo stesso eroe che ne aumentano la barra della salute, un vaso che aumenta le vita a disposizione del giocatore e la bevanda “Herculade” che fa mantenere la buona salute, e che ogni qual volta viene presa fa pronunciare al personaggio il nome “Ercole”. Altri oggetti che possono essere presi sono le lettere che formano il nome completo “Hercules”, 4 vasi nascosti a livello, e alcuni oggetti magici che donano ad Ercole poteri come la capacità di sferrare saette oppure onde di fuoco direttamente dalla sua spada. Con tali poteri Ercole può abbattere gli uccelli in volo che tentano di divorarlo (ispirati probabilmente agli uccelli del lago Stinfalo della mitologia). Hercules può anche conquistare, per un breve lasso di tempo, l’elmo di Ermes, che gli conferisce una totale immunità agli attacchi e si rivela estremamente utile nei livelli in cui il personaggio corre contro decine di ostacoli e avversari, e i calzari di Hercules (le Air Hercules) che gli donano una maggiore velocità di movimento. Hercules sul suo cammino incontra spesso Hermes, che permette il raggiungimento del checkpoint della missione.

Il videogioco si apre con l’addestramento di Ercole, sotto l’attenta guida del mentore Filottete, che segue il giocatore di pari passo sullo sfondo delle vicende. Spesso Fil, incita il suo pupillo, complimentandosi per l’ottimo rendimento e ripetendo frasi estratte direttamente dal film: “Niente male ragazzo, non era proprio quello che avevo in mente, ma è niente male.”. Filottete ci suggerirà spesso di rammentare la regola numero 95: concentrarsi. Alcune zone del gioco celano dei segreti: sempre nel primissimo livello, ad esempio, Hercules può scalare delle zone rocciose in cui il terreno sembra venir giù all’improvviso. Saltando e percuotendo la zona con la possanza delle sue gambe, Ercole può far franare il terreno sottostante e scoprire delle aree segrete colme di tesori. Ercole, spesso, deve abbattere delle colonne gigantesche o imponenti costruzioni che sbarrano il passaggio. Tali sbarramenti possono essere distrutti lentamente, scaricando su di esse una lunga serie di pugni, oppure con un solo colpo, caricato con la massima forza e assestato al momento opportuno.

Molti sono i dettagli scenici estrapolati direttamente dal film, nel livello ambientato a Tebe, Ercole incrocia sul suo cammino l’uomo che, ironicamente, nel lungometraggio tentò di vendergli “sottobanco” una meridiana. Semplicemente avvicinandosi, Eracle riceverà numerose monete da tale mendicante.  Nel medesimo livello, Ercole (non Teseo) dovrà uccidere il Minotauro che pone sotto scatto la città. Ercole affronterà anche alcune delle sfide più ardue viste su pellicola: nel livello dedicato all’Idra, l’eroe dovrà mozzare la testa del mostro mitologico dopo averne schivato i suoi devastanti attacchi. Inutile affermare che per ogni testa mozzata, ne spunteranno delle nuove…

Un livello rielaborato direttamente per il videogioco è quello in cui Ercole (nel mito vero invece è Perseo) affronterà Medusa, la gorgone capace di pietrificare all’istante chiunque la guardi direttamente in viso. Nascondendosi dietro delle colonne greche, Ercole dovrà volgere lo sguardo della gorgone verso il riflesso di uno specchio.

Tra i livelli improntati sulla corsa dell’eroe non può non venir citato quello dedicato al Ciclope. Ercole dovrà farsi strada in una Tebe sotto attacco, andando nella direzione opposta rispetto a dove tutti i tebani (gli ebetani…) stanno fuggendo, terrorizzati. E nella fuga gli stessi Tebani non si cureranno minimamente di scontrarsi con il figlio di Zeus…. A distanza di anni resta indimenticabile per tutti i giocatori che hanno amato tale videogioco, l’urlo del Ciclope che reclama impaziente e disperato l’arrivo di Ercole, incitandolo a “venir fuori” ed affrontarlo.

"Ercoleee...Vieni fuori!! Affrontami!!!!"

 

Nel terzultimo livello, Hercules cavalcherà Pegaso, volando verso l’Olimpo contro i Titani, dovendo evitare il ghiaccio, il fuoco, la roccia e il vento. In tale livello Ercole potrà attaccare soltanto con la sua spada, e dovrà dirigere attentamente il volo di Pegaso, onde evitare la furia dei giganti, e potrà soltanto arretrare o avanzare.

Sarà alquanto deludente, invece, l’ultimo livello del gioco, in cui Ercole affronterà Ade in uno spazio ristretto. Ade sarà facilmente battibile, bisognerà soltanto curarsi di evitare le insidie delle fiamme scagliate dal dio degli inferi.

“Hercules” fu un bellissimo videogioco, adatto a qualunque fascia d’età, e dal divertimento assicurato, sia per i fan del film che per i videogiocatori amanti delle avventure ricche di genuinità.

“Hercules” è divertimento videoludico vecchio stile: praticamente inossidabile!

Autore: Emilio Giordano

Redazione: CineHunters

Nel marzo del 1997 la Namco distribuiva “Tekken 3”, un picchia-duro tra i più famosi della storia videoludica. Il videogioco era strutturato in una serie di incontri, ed era prevista la modalità multiplayer in cui poter “sfidare” un amico. “Tekken 3” introdusse molti personaggi destinati a diventare tra i più amati della saga, tra questi son degni d’esser menzionati: Eddy Gordo, un lottatore brasiliano dalle mosse estremamente acrobatiche, Hwoarang che i videogiocatori ricorderanno per la poderosa forza dei suoi calci, il cyborg Bryan Fury storico rivale di Lei Wulong, Law, un personaggio ispirato al compianto Bruce Lee, l’inafferrabile Ling Xiaoyu, un surreale draghetto minuto e dalle mosse alquanto “peculiari” chiamato Gon e soprattutto Jin Kazama, uno dei grandi protagonisti della saga.

Tra i personaggi storici da poter utilizzare meritano una menzione: la splendida e fatale Nina Williams, la sorella e altrettanto pericolosa Anna Williams, il poliziotto maestro dei cinque stili di Kung Fu Lei Wulong, il micidiale Paul Phoenix e lo spadaccino Yoshimitsu.

Ogni personaggio poteva essere utilizzato nella modalità “Arcade” e una volta battuti tutti gli avversari previsti, partiva un filmato conclusivo realizzato appositamente per il personaggio scelto dal videogiocatore. Una volta ultimata la modalità principale, ogni personaggio ne sbloccava di nuovi da poter utilizzare. I temibili avversari finali erano sempre Heihachi Mishima, Ogre che dopo essere stato battuto tramutava in True Ogre, un drago dall’aspetto mostruoso.

“Tekken 3” fu l’ultimo videogioco della serie ad essere stato distribuito per la Playstation 1. Una pietra miliare indimenticabile nei ricordi dei videogiocatori più nostalgici.

Redazione: CineHunters

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