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Nasceva il 14 maggio del 1952 Robert Zemeckis, il Re Mida del cinema fantastico.

Questa sua abilità di riuscire a trasformare tutto ciò che tocca in oro la scopre nel 1984, quando conferisce preziosa caratura a un particolare gioiello (del nilo?), uno smeraldo verde d’inestimabile valore in un film avventuroso dal titolo “All’inseguimento della pietra verde”, il suo primo successo. Un lungometraggio avventuroso, ispirato ai topos narrativi riportati in auge dal duo George Lucas e Steven Spielberg con “I predatori dell’arca perduta”. Proprio grazie alla stretta amicizia che nutre col regista di E.T., Zemeckis riesce ad ottenere la regia di un nuovo lungometraggio prodotto dallo stesso Spielberg.  Si tratterà della sua opera più celebre, “Ritorno al futuro”, capostipite di una trilogia di enorme successo che segna un’epoca. Zemeckis diviene un signore e padrone del tempo, un narratore perfettamente a suo agio coi paradossi temporali. Egli cala i suoi adorati protagonisti, Marty e Doc, in questa realtà fantascientifica e li guida con trasporto e irresistibile ironia attraverso il 1955, passando poi per il 2015, il 1985 alternativo, ripotandoli nel 1955 al 1885 per poi condurli al “contemporaneo” 1985. E’ tutto chiaro fino a qui?

Arriva dunque il momento di mischiare ancor più la realtà con la finzione, l’umanità col cartone, e lo fa col suo noir “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, una vera e propria pietra miliare. Altro giro, altro cult, e per l’Oscar è solo questione di tempo. La statuetta dorata come miglior regista lo attende con “Forrest Gump” (1994), a cui poi seguiranno pellicole divenute anch’esse di culto, pur con meno clamore delle precedenti: “La morte ti fa bella”, “Cast Away”, “Contact”, “Polar Express” sulla cui falsa riga seguirà, nel 2009, la sua personalissima versione digitale del Canto di Natale di Charles Dickens.

Re Mida di Hollywood, viaggiatore del tempo, Signore di Cartoonia e dintorni, storiografo delle vicissitudini americane del Novecento rivisitate dai racconti di un singolo personaggio, nonché sapiente maestro nell’uso della computer grafica: sono solo alcuni dei possibili titoli che abbiamo voluto tributare a questo regista. Un autore, prima ancora di un cineasta, dall’indubbio talento, a cui rivolgiamo i nostri più sinceri auguri.

Buon compleanno Robert.

Vi invitiamo a leggere la nostra recensione del cult “Chi ha incastrato Roger Rabbit” cliccando qui

Redazione: CineHunters

Il regista della trilogia di "Ritorno al futuro" ma anche di numerosi altri cult come "Chi ha incastrato Roger Rabbit", "Cast Away", "La morte ti fa bella" e il pluripremiato "Forrest Gump" sarebbe in trattative per dirigere il film del velocista scarlatto, il primo lungometraggio al cinema dedicato al supereroe DC Comics che sarà interpretato da Ezra Miller.

Assicurarsi la regia di Zemeckis sarebbe, a nostro giudizio, un colpo di grandissimo effetto per il DC Cinematic Universe. Flash ama viaggiare nel tempo, e Robert Zemeckis si trova perfettamente a suo agio con i paradossi temporali. Che Flash possa regalarci un'avventura adrenalinica, dal ritmo indiavolato e dai toni irresistibili come solo i film di Zemeckis possono fare?

Non ci resta che attendere eventuali conferme, sperando davvero che questa trattativa possa andare in porto. Una regia di tale qualità non potrebbe che garantire una trasposizione di sicura affidabilità.

Redazione: CineHunters

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